La città è sempre altrove
di Modeste, Germania
(traduzione di Marina Taffetani)



Il locale è vuoto. Oltre a noi, un paio di sbandati seduti al bancone, armeggiano con le loro bottiglie di birra; sulla parete di fondo viene proiettato un film che nessuno guarda. A casa, sarei potuta andare a casa,medito alla finestra, guardando la Brunnenstraße (1) immersa nel buio. Un bagno caldo, cibo migliore del riso fritto grasso e senza sale che si mangia qualche casa più in là, storie di cui non conosco ancora la fine, e poi dormire, dormire - forse sognare.

La città è sempre altrove, mi viene in mente, e quello là che con questa frase si scusava per una serata troppo lunga, troppo noiosa, come se non fosse stata colpa sua né mia. Vai a casa, mi strizza l'occhio la sonnolenta serata di lunedì; tiro un'ultima boccata dalla sigaretta e vado lentamente su per la Invalidenstraße (2), passo dopo passo; proseguo oltre il Magnet Mitte (3), oltre il Bergstübl (4), la Weinerei (5) e tutti gli altri posti vuoti.

Ma la città dorme altrove.

* * *

Durante la notte l'aria è diventata più densa di te. L'ossigeno è pesante, preme contro la tua carne, dall'interno e dall'esterno, fa male quando respiri, come se dei sassi spigolosi ti passassero attraverso i polmoni. Non mi guardate, urli col pensiero, impaurito, agli sconosciuti sul tram. Se lo facessi ad alta voce, gli sconosciuti ti fisserebbero la carne ancora più a fondo, ti lancerebbero occhiate ancora più acute, ti farebbero a pezzi la pelle con la forza dei loro occhi. E allora stai seduto, e l'M1 ti porta verso il Mitte (6).

La città ti sembra stranamente scolorita. Qualcuno ha dedotto qualche cosa dai volti degli altri clienti da Dussmann (7). Quello che vedi ti sembra incredibilmente vuoto. Come sempre, degli sconosciuti porgono dei libri oltre il banco di vendita e riprendono dei sacchetti, come se fosse normale, ma tu sai come stanno le cose. «Buona lettura!» sorride il cassiere, e intanto prende appunti. Quando te ne sarai andato, lo sai bene, comunicherà cosa hai comprato e quando hai lasciato il negozio.

Nella Mittelstraße (8) una sconosciuta con dei sacchetti rotti, ubriaca o handicappata, inciampa contro i tigli. Ti spaventi, forse sei tu, e cambi direzione. L'ubriaca ti segue con lo sguardo, con occhi avidi, dissimulando appena. Per oggi l'hai scampata. Che cosa vuole da me, potresti chiederle, ma la donna se n'è già andata. E tu lo sai che la sconosciuta si allontana dalla tua vista, lungo la strada, in maniera del tutto normale, senza cadere né inciampare.

Quando non c'è nessuno in giro, ridi un po' e col piede calci lungo la strada una confezione vuota. Scorri i tuoi pensieri, nel caso ti si volesse mettere alla prova. Chissà se la città è vera, chissà che non sia un'imitazione, e che la città reale invece non viva e sorrida lontano da te, dietro un vetro, dietro delle sbarre, forse dietro una parete, per qualche motivo separata da te, impossibile da raggiungere.



(1) Via berlinese (NdT).

(2) Altra via berlinese, famosa perché ai tempi della DDR vi passava il confine (NdT).

(3) Locale berlinese (NdT).

(4) Altro locale berlinese (NdT).

(5) Tipico locale tedesco in cui vige il principio di pagare "in maniera onesta": non ci sono prezzi fissi, i clienti sono invitati a pagare quello che sarebbe stato il prezzo in un "ristorante normale" (NdT).

(6) Quartiere di Berlino, nel quale si trovano anche tutte le vie e i locali precedentemente citati (NdT).

(7) Dussmann, situato proprio nel cuore del Mitte, è il "grande magazzino della cultura", dove si possono trovare articoli di vario genere, dai libri ai cd, dai dvd al software per computer (NdT).

(8) Via berlinese (NdT).



Testo segnalato da: Marina Taffetani
Link al sito dell'autore:
Qui