Il segreto chiuso a chiave
di Pobo, Cina
(traduzione di Maria Serena Vecchi)
1
Vecchio Gu diede un’occhiata e le mani iniziarono a sudargli.
“Questa sera arriva Ying’er – Vecchio Gu voleva usare un tono piatto, ma non sapeva per quale motivo la sua voce tremasse sempre più - sono sei anni che non torna e oggi viene a trovarti.”
“Chi è Ying’er?” , Gu Xu non aveva idea di chi fosse questa persona.
“Zhao Ying’er è tua cugina.” Vecchio Gu guardò suo figlio: “Tanto tempo fa, prima che tu la dimenticassi, lei giocava spesso con te. Poi è andata all’estero a studiare e ieri è tornata.”
“Oh, allora devo dirlo immediatamente al fratellino, sarà sicuramente molto felice! A proposito papà, vorrei davvero sapere una cosa, te la posso chiedere?” Vedendo lo sguardo curioso di suo figlio, Vecchio Gu si sentì turbato.
“Cosa?”
“Cosa c’è chiuso a chiave nell’armadietto nascosto dietro il quadro nel tuo studio?”
“Quello… l’hai visto?”, il viso di Vecchio Gu si trasformò in un batter d’occhio.
“No, non l’ho visto, voglio solo sapere cosa c’è dentro…. dai, dimmelo!” Gu Xu era preoccupato e quasi piangendo disse: “Se c’è qualcosa di importante, perché l’hai detto al fratellino e non a me? Se non me lo dici tu, me lo dirà sicuramente lui…”
“I bambini piccoli non possono guardare quella scatola, quando il tuo fratellino l’ha vista mi sono veramente arrabbiato, quindi l’ho chiuso a chiave.”
Gu Xu se ne andò senza speranza.
Erano appena passate le sei e Vecchio Gu era in cucina preparando da mangiare, quando di sotto bussarono alla porta e trasalì. Il momento era finalmente arrivato.
“Vado io”, disse Yao Yanqing lanciando un’occhiata al marito intento a cucinare e andò ad aprire la porta sorridendo. Fuori c’era una ragazza di circa vent’anni, due grandi occhi splendenti sul viso delicato e i capelli raccolti dietro la testa in due graziosi codini. Trovando Yao Yanqing alla porta, l’espressione del suo viso mutò, passando dal sorriso allo stupore.
“Buonasera, sono venuta a cercare lo zio. Sono…”
“Lo so, prego entra. Vecchio Gu è mio marito e io sono tua zia.”, rispose Yao Yanqing sorridendo.
“Oh, buonasera zia…” Zhao Ying’er aveva la sensazione che ci fosse qualcosa di innaturale.
“E’ arrivata la piccola Ying? Accomodati, accomodati!” Vecchio Gu si avvicinò per salutarla.
“Piccolo Xu, esci, sbrigati, è arrivata Ying’er! Te la ricordi? Guarda com’è cresciuta adesso, a quel tempo era solo una bambina.”
Gu Xu andò a salutarla e, nonostante non avesse idea di chi fosse la ragazza, lei gli trasmise una strana sensazione.
“Ciao Gu’er.” Zhao Ying’er lo salutò sorridendo.
Gu Xu rispose solo con un cenno del capo, lo sguardo confuso.
Vedendo una reazione così indifferente, Zhao Ying’er sentì di averlo perso. Vecchio Gu la guardò negli occhi senza sapere cosa dire.
“Lui ha perso la memoria, non riesce a ricordare le cose e le persone del passato.” Yao Yanqing intervenne arrabbiata.
“Oh…” Zhao Ying’er abbassò la testa. Vecchio Gu lanciò un’occhiata di biasimo alla moglie, in risposta al suo sguardo brutale sorto all’arrivo di Gu Kai.
Vecchio Gu disse: “Lei è tua cugina, da piccoli giocavate spesso insieme.”
“Io non ricordo di avere questa cugina!!” Gu Kai guardò con rabbia Zhao Ying’er e tornò immediatamente in camera sua. A vedere suo fratello minore trattare un’ospite in questo modo, Gu Xu si sentì un po’ dispiaciuto.
Dalla stanza del fratello si sentì la sua voce rude: “Cosa sei venuta a fare?!” E subito dopo un “Oh!” e la porta che sbatteva con violenza.
Yao Yanqing aveva già assistito a quella scena e stava per dire qualcosa, quando vide Vecchio Gu che la guardava indignato. Allora ricacciò indietro le parole e tornò in cucina con un sospiro. Vecchio Gu rimase lì come uno stupido senza sapere cosa dire e anche Zhao Ying’er assunse un’espressione di spavento.
2
“Ma come ti sei comportato davanti a tutti? Devi essere più educato con gli altri, non so quante volte te l’ho detto!” disse Gu Xu rimproverando suo fratello minore.
“Non so perché, ma appena ho visto quella ragazza mi sono arrabbiato.”, rispose Gu Kai inclinando la testa da un lato.
“Davvero? Anche io quando ho visto quella ragazza ho avuto una strana sensazione. Papà dice che quando eravamo piccoli, lei giocava sempre con noi.”
“Non parlarmi di cose passate, io non voglio ricordare!”. Gu Kai prese un cuscino e si sedette in un angolo del letto stringendolo forte forte.
“Se tu non vuoi ricordare, allora lascia stare, ma ho l’impressione che da piccoli noi tre giocassimo sempre insieme.”, disse Gu Xu con sicurezza.
“Ti avverto, parlami ancora una sola volta di lei e la ucciderò!" - urlò all’improvviso Gu Kai tirando fuori un coltello - "Questa è l’ultima volta che te lo dico! Dille di andare via di corsa, non voglio vederla, altrimenti la ucciderò!”
Gu Xu decise di cambiare argomento e chiese allora in tono gentile: “Bene, allora dimmi un po’, cosa c’è esattamente nella scatola di ferro di papà? Oggi quando lui non c’era ho cercato la chiave, ma non l’ho trovata. Tu l’hai vista? Ti prego ti prego, dimmelo!”
“Quale scatola di ferro?”
“Quella che papà ha messo dietro il quadro. L’altra volta non mi avevi detto di averla aperta? Avevi anche detto di sapere dov’è la chiave, dammela subito!” Gu Xu non stava più nella pelle.
“Quella… davvero, non ricordo…”
“Come fai a non ricordare…?” Gu Xu rimase un po’ deluso, ma lasciò perdere.
Riteneva che la cosa più urgente fosse mettere in guardia Zhao Ying’er nei confronti di Gu Kai.
Ma davanti a lei quella strana sensazione aumentò, diventando ancora più intensa di prima.
“Scusa, non mi ricordavo di te…”, le disse.
“Non fa niente." - Zhao Ying’er provò ad evitare un silenzio imbarazzante cercando di cambiare argomento – "Da piccoli giocavamo sempre, noi tre eravamo inseparabili. Poi, una volta cresciuta, pensavo a come sareste diventati e sono venuta, ma non avrei mai immaginato che…”
“No, no, non parlarne. Ti devo dire una cosa, mio fratello ce l’ha con te. Devi fare attenzione, la cosa migliore è che tu vada via quanto prima .”
Sentite le parole di Gu Xu, Zhao Ying’er assunse un’espressione impaurita.
“Che hai?” Gu Xu era consapevole di ciò che sentiva Zhao Ying’er.
“Niente…” Zhao Ying’er fece finta di nulla.
“Lui è sempre stato particolarmente brutale fin da piccolo. Non aver paura, ti difenderò io!” Gu Xu si sentì all’improvviso preoccupato, forse a causa della buona impressione che gli aveva fatto Zhao Ying’er.
“Grazie tante”, rispose Zhao Ying’er con un sorriso titubante.
“Ma…?” Sembrava che Gu Xu stesse guardando qualcosa, gli occhi erano posati sul collo di Zhao Ying’er che chiese preoccupata: “Cosa guardi?”
“Oh! Il ciondolo di giada che indossi mi sembra familiare.”
“Questo è della zia. Me l’ha regalato tua madre, non te lo ricordi? Probabilmente l’hai dimenticato, se vuoi te lo faccio vedere…” Appena Zhao Ying’er allungò la mano per prendere il ciondolo di giada, si sentì un rumore forte, come di un piatto che cadeva. Gu Xu girò la testa, il suono veniva dalla stanza di Gu Kai.
“Vai a guardare un po’ la televisione, io intanto vado a controllare cos’è successo, torno subito.”
Zhao Ying’er abbassò la testa, Gu Xu si precipitò nella stanza di Gu Kai.
Si sentì un rumore di passi dal piano di sotto, in realtà era Vecchio Gu che si allontanava dalla porta.
Gu Xu aprì la porta della stanza e vide Gu Kai che buttava oggetti alla rinfusa. Come fosse fuori di sé gridava a gran voce: “Io so a chi somiglia!”
“Chi? Cosa stai dicendo?!”, chiese Gu Xu confuso.
“Io so cosa è nascosto nella scatola di ferro!”, urlò improvvisamente Gu Kai girandosi verso Gu Xu.
“Ah! Dimmelo, ti prego!”. Gu Xu mostrò un’espressione supplicante.
“Bene, adesso vado a prenderla e te la faccio vedere. Devo ricordarmi dove ho messo la chiave. Tu non puoi venire, aspettami qui!”
3
Dopo aver aspettato un bel po’ senza che Gu Kai tornasse e mentre tutto intorno non si sentiva alcun rumore, Gu Xu iniziò a spazientirsi. Vide che sul pavimento c’erano molti frammenti di coccio, probabilmente erano del piatto che Gu Kai aveva appena rotto e, borbottando tra sé e sé, iniziò a raccoglierli. Una scheggia gli ferì la mano sinistra. Il sangue iniziò a scorrere. Gu Xu cercava di fermarlo, quando ebbe un improvviso presentimento: Gu Kai non è ancora tornato, non gli sarà successo qualcosa? Se fosse così, avrebbe sicuramente gridato, no? Perché adesso la sua stanza è così silenziosa? Sembra che in casa non ci sia proprio nessuno! Dove sono andati tutti? Gu Xu sentiva sempre più intensamente che qualcosa non andava per il verso giusto, la stanza era così tranquilla da mettere paura. Allora scattò in piedi e decise di andare a cercare Gu Kai.
Gu Xu iniziò a cercarlo in ogni stanza del piano di sotto, in cucina non c’era, in bagno non c’era, in salotto non c’era… sembrava non fosse da nessuna parte. Andò a cercarlo fuori dalla camera da letto di suo padre. La porta era socchiusa, dall’interno non proveniva alcun suono.
“Giusto, il fratellino è entrato a prendere le cose che sono nella scatola di ferro per farmele vedere, sarà sicuramente dentro.” Gu Xu aprì la porta. La stanza era avvolta nel buio. Si guardò intorno e non vide nessuno. Mentre si accingeva a uscirne, si accorse che un paio d’occhi lo stavano fissando, si girò.
“Ah!”, gridò. Nell’armadio accanto al letto, al posto dei vestiti, era appeso un cadavere! Sembrava che qualcosa lo tenesse appeso dal collo, la lingua penzolante, gli occhi rigonfi e spalancati lo fissavano.
Gu Xu pensò che fosse una cosa seria, accese di corsa la luce e, guardando il cadavere alla luce della lampada, si rese conto di non avere un’allucinazione. Alla luce della lampada l’espressione del cadavere metteva ancora più paura! Gu Xu gridò forte, stava per correre via, quando si avvide che da sotto al letto spuntava una mano.
Dalla manica si accorse che era la mano di Zhao Ying’er!
Si avvicinò al letto a grandi passi. Era davvero Zhao Ying’er! Sembrava non fosse ancora morta, ma che avesse solo perso conoscenza e preso un enorme spavento. Quando Gu Xu si rese conto che la persona strangolata non era Zhao Ying’er, si sentì sollevato. Girò la testa, si fece coraggio e andò a identificare il cadavere.
Era Yao Yanqing!
“E questo com’è successo?!" - Gu Xu si sentiva completamente confuso - "É forse stato Gu Kai?”
Si sentirono dei passi provenire dalla veranda. Gu Xu girò bruscamente la testa, era suo padre che rientrava. Vedendo la scena, Vecchio Gu iniziò a tremare sentendosi venir meno.
“Papà, cos’è successo? Com’è successo?!”
“Tu… tu non hai per caso visto il segreto del portagioie?!” Vecchio Gu spalancò gli occhi iniettati di sangue, mentre cercava disperatamente di mantenere il controllo.
“Assolutamente no! Non l’ho visto! Cos’è successo? Perché è morta?!” Gu Xu non capiva perché suo padre gli stesse facendo una domanda del genere.
Vecchio Gu non rispose e con fare preoccupato andò a prendere il piccolo portagioie dietro la cornice del quadro. Sembrava una scatola spessa e pesante, chiusa da una serratura d’avorio. Pareva che non fosse stata aperta da lungo tempo. Assicurandosi che la serratura fosse intatta, Vecchio Gu mormorò tra sé e sé: “Se non è stata aperta, allora come può essere successo? Chi è stato?”
“Com’è possibile? Dov’eri andato?!” Gu Xu non voleva accettare la realtà dei fatti e rimproverò suo padre ad alta voce.
“Avevo una commissione, dovevo dare dei soldi ad una persona.”
“Non trovo il fratellino, tu l’hai visto? Quando sei uscito, lui non stava rompendo delle cose? Come hai fatto a uscire così a cuor leggero?”
“Stava rompendo delle cose? Prima di uscire non ho sentito nessun rumore provenire dalla sua camera!”
“Non è possibile, l’ho sentito chiaramente e…”, parlando mostrò la ferita alla mano.
“Quando sono uscito non si sentiva alcun rumore dalla camera!” ripeté Vecchio Gu.
“A proposito, papà, hai visto la cugina Ying?”
Proprio in quel momento Vecchio Gu notò Zhao Ying’er e la portò sopra il letto.
“Non si è fatta niente, è solo svenuta.”, disse Vecchio Gu osservandola. All’improvviso vide che qualcosa era caduto sotto il letto e si spaventò. La trascinò segretamente con il piede vicino a sé. Poi, approfittando di un momento di distrazione di Gu Xu, Vecchio Gu raccolse quell’oggetto. Lo guardò e tutto gli fu subito chiaro. Sospirando chiese: “Se guardi tua cugina, non hai una sensazione particolare? Non ti sembra di ricordare qualcosa?”
“Sì…ho una strana sensazione, ma non so dire quale. Forse è perché da piccoli giocavamo insieme, allora mi sembra di avere una sensazione familiare. Ma ho l’impressione che ci sia qualcosa che non va.”
“Ora ti spiego perché hai questa strana sensazione, è perché somiglia tanto a tua madre…” Vecchio Gu esitò per un bel po’ prima di continuare.
“Mia madre?” Al sentirla nominare, Gu Xu non poté fare a meno di guardare il corpo impiccato di Yao Yanqing. Anche Vecchio Gu la guardò tristemente con la coda dell’occhio e disse: “Non è lei, …
“Madre biologica… Li Qing… Li Qing…” Gu Xu ripeteva questo nome fra sé e sé.
“Un giorno, cinque anni fa - io e Yao Yanqing eravamo ancora solo amici - lei tornava da un viaggio. Io e tua madre andammo a prenderla. Non avrei mai immaginato di perderla in un incidente stradale, quello stesso giorno. Yao Yanqing si sentì colpevole, riteneva che fosse lei la causa della morte di tua madre. Così venne di sua spontanea volontà in casa nostra a prendersi cura di voi due e ci sposammo. In realtà oggi è l’anniversario della morte di tua madre, sono appena andato al tempio a bruciare della cartamoneta.”
“Ma…" - Gu Xu guardò il cadavere di Yao Yanqing e disse esitando - "ma lei non ci trattava affatto bene…”
“In effetti era una persona complicata. Il primo anno vi trattava veramente bene. Ma in seguito, dopo che tuo fratello ha visto il segreto nel portagioie, è diventata estremamente irascibile. Inoltre, lui covava una profonda ostilità nei suoi confronti, tanto che una volta arrivò quasi a strangolarla. Per fortuna, in quell’occasione, io me ne accorsi in tempo. Dopo quell’episodio, anche lei iniziò a cambiare…”
“Mamma…incidente…il mio fratellino…Cosa c’entrano con mia cugina?” Gu Xu teneva la testa tra le mani con fare sofferente.
“Lei…somiglia a tua madre. Ma non sapevo cos’era successo quando da piccoli giocavate insieme. Ricordi ancora che da bambini giocavate insieme?”
“Ricordo solo che c’erano tre persone quand’ero piccolo…”
“Ricordi che quando eravate piccoli tua madre vi portava a giocare? Oh, sembra proprio che tua cugina ti abbia risvegliato dei ricordi…”
“Ma questa volta non è stato Gu Kai?! Perché dopo aver guardato il segreto nel portagioie ha ucciso la matrigna?!”
“Questo… penso che sia stato tuo fratello, sì… riguardo il motivo, quando ti farò vedere il segreto, capirai tutto…” Parlando, Vecchio Gu tirò fuori la chiave che iniziava ad arrugginirsi e, tremando, la inserì nella serratura. Il portagioie di ferro si aprì con uno scatto rumoroso.
Dentro era poggiato solamente un ciondolo di giada ancora macchiato di sangue.
“Io credo che ora tutto ti sia chiaro.”, disse Vecchio Gu tutto d’un fiato mentre il suo viso di riempiva di lacrime. La faccia di Gu Xu si contrasse in una smorfia.
4
Quando io e Vecchio Gu entrammo in casa, non potei fare a meno di sentirmi estremamente felice.
Vecchio Gu era un imprenditore di successo e una persona molto gentile. La nostra storia d’amore iniziò per puro caso. Con la mia condiscendenza e la sua affabilità, chiunque poteva prevedere la nostra futura felicità. Ma io mi sentivo inferiore e non nutrivo fiducia in me stessa. Non sapevo per quale motivo Vecchio Gu si sentisse soddisfatto di me, non glielo chiesi mai.
Nonostante sapessi che i precedenti matrimoni di Vecchio Gu fossero stati sfortunati, che la prima moglie fosse morta in un incidente stradale e che la seconda moglie si fosse impiccata causa di una depressione, percepivo che queste esperienze gli avevano lasciato nell’animo la sensazione che il tempo potesse aggiustare tutto. Quando io e Vecchio Gu parlavamo di suo figlio, il suo unico figlio che lui amava profondamente, si faceva avvolgere da un velo di tristezza. Avevo sentito dire che aveva perso la memoria e la scoperta del suicidio della sua matrigna fu un colpo troppo duro per lui, quella matrigna che lo trattava così bene, questo bambino carino… Pensavo a queste cose mentre Gu Xu mi comparve davanti, i suoi occhi avevano un non so che di melanconico.
“Gu Xu, vieni, ti presento Li Yun, sarà mia moglie e anche la tua matrigna!”
Vecchio Gu mi presentò con entusiasmo, ma Gu Xu non ebbe nessuna reazione e si limitò a guardarmi con un’espressione stupida. Gli toccai delicatamente la testa e lo salutai sorridendo. Sembrava volesse sorridermi, ma era come se non ci riuscisse e i muscoli del suo viso si contrassero in una smorfia. Tolsi la mia mano dalla sua testa e Gu Xu se ne andò quieto in camera sua.
“Ha perso la memoria?”, chiesi a Vecchio Gu a bassa voce, temendo che Gu Xu mi potesse sentire.
“Hmm…” Vecchio Gu sentì un tonfo al cuore e iniziò a tremare leggermente.
“Non puoi farlo visitare da un medico?”
“Il medico non serve.”
Questa frase mi lasciò interdetta, forse non avrei dovuto sollevare questa questione, così sarei stata in grado di lasciarmi questa storia alle spalle. Quel bambino era sempre bravo, anche se non parlava molto ed era un po’ introverso. Avevo già iniziato ad amarlo dal profondo del mio cuore.
Speravo veramente che lui potesse chiamarmi mamma, speravo di avere occasione di parlare con Vecchio Gu del fatto che non avremmo messo al mondo altri figli, che la perdita di memoria di Gu Xu si poteva curare e che era possibile iniziare a renderlo felice. Ero fermamente convinta di questo.
Ma, passato qualche giorno, iniziai a percepire che qualcosa non andava. Prima di tutto, non sapevo perché Vecchio Gu, il quale sembrava detenere le proprietà di famiglia, non avesse alcun contatto con i parenti. Vecchio Gu era nato e cresciuto in questa città, com’era possibile che non avesse parenti? Lo evitavano tutti? Gli anziani della mia famiglia non erano tranquilli riguardo al mio matrimonio.
Morte due mogli, ero destinata anch’io a fare la stessa fine!
Sebbene non tenessi in considerazione questa opinione, io stessa non mi sentivo molto tranquilla. Sentivo che la morte di due mogli e la perdita della memoria da parte di un figlio potessero nascondere un segreto. C’era dell’altro che aumentava la mia apprensione. Una volta, pulendo la casa, scoprii dietro un quadro una scatola, una scatola di ferro spessa e pesante completamente impolverata, chiusa da una delicata serratura in avorio. Cosa c’era dentro? Sapevo che ognuno ha i propri segreti e che me lo avrebbe detto se lo avesse voluto, ma ero presa dalla curiosità e non sarei riuscita a sopportare il fatto non poterlo scoprire. Così mi misi all’opera.
Finalmente, non potendo più trattenermi, decisi di venire allo scoperto il giorno del nostro anniversario. Scelsi quel giorno perché era un giorno felice e Vecchio Gu non si sarebbe potuto arrabbiare.
“Vecchio Gu, ti posso fare una domanda?” gli chiesi, facendomi coraggio, mentre eravamo in un angolo della cucina.
“Cosa?” Vecchio Gu cercava di sorridere il più possibile, ma non riusciva a nascondere un certo imbarazzo.
“Prima mi assicuri che non ti arrabbierai?”
“Non mi arrabbierò. Dimmi.”
“Vorrei sapere cosa è chiuso in quel portagioie. Me lo fai vedere?”
“Quale portagioie?” Vedevo chiaramente che Vecchio Gu iniziava ad agitarsi. Pensai che fosse qualcosa che gli aveva lasciato la sua precedente moglie.
“Quello dietro il quadro.”
“Ah…" - Vecchio Gu si fece serio - "quello… quello, non è possibile!”
“E’ forse un’eredità della tua precedente moglie? Non sarò gelosa.”, dissi senza pensarci. Ma mi pentii subito.
“Ma cosa hai capito!!” , rispose appoggiando con violenza il bicchiere di vino sul tavolo. Tutte le persone che erano in cucina, compresa la cameriera, si girarono a guardarmi. Forse era colpa dell’alcol o delle chiacchiere che mi avevano resa febbricitante. Da quando ero entrata in questa casa non avevo mai litigato con Vecchio Gu, ma questa volta sbattei anch’io con violenza il bicchiere di vino sul tavolo e dissi ad alta voce: “Non dirmelo se non vuoi, non mi interessa!”.
Voltai la testa e me ne andai. Vecchio Gu restò seduto al tavolo a guardarmi stupito, ma non disse nulla né cercò di fermarmi. Allontanandomi mi voltai a dare ancora un’occhiata: la luce della camera di Gu Xu era accesa e lui osservava la mia partenza nascosto dietro una tenda.
Dopo essere tornata a casa dei miei, all’improvviso i miei parenti cambiarono idea riguardo Vecchio Gu ed iniziarono a rimproverarmi. Quando di rimando chiedevo se non fossi destinata a morire, loro non facevano altro che un sorriso imbarazzato e continuavano a cianciare senza sosta. Alla fine non ne potevo più di loro e telefonai a Vecchio Gu. Dalla sua voce capii che desiderava che io tornassi a casa, ma – dato che era del segno della capra – non me l’avrebbe mai chiesto.
Così ripartii, ma durante il viaggio, ero preoccupata per Gu Xu. Lo rivedevo nascosto dietro la tenda della finestra in camera sua, nella luce fioca che lo mostrava ancora più piccolo e fragile. Non riuscivo ad allontanare questa immagine dalla mente e, forse, il mio ritorno a casa era voluto dal destino…
Vecchio Gu venne a prendermi e mentre mi avvicinavo, sforzandomi di sorridere il più possibile, mi accorsi all’improvviso di quanto fosse invecchiato. Lungo il viaggio rimase in silenzio, poi: “Quando arriviamo a casa, ti faccio vedere quel portagioie.”
Poi non parlò più. Io non riuscivo quasi a trattenermi dalla curiosità e speravo di arrivare presto. La strada mi sembrava particolarmente lunga. Pensavo di poter contare davvero su di lui. Era un valido appoggio, nonostante fosse del segno della capra.
Una volta giunti ebbi l’impulso di correre verso il portagioie, ma mi trattenni. Vecchio Gu lo prese tenendolo con entrambe le mani che apparivano invecchiate. Provai come un senso di pietà. Lentamente estrasse dalla tasca una chiave arrugginita e, tremando, lo aprì.
Spalancai gli occhi, cosa poteva mai esserci dentro? I pensieri mi si affollavano alla mente, ma fui subito delusa. Dentro non c’era nulla.
“Oh, devo averlo buttato via.”, disse Vecchio Gu.
“Buttato? Che peccato!”
“No, non è stato un peccato, dovevo buttarlo. Ora questo portagioie chiuso è solo un mio ricordo.”, mormorò Vecchio Gu tra sé e sé senza guardarmi.
Era un ricordo triste? Questa volta non domandai niente.
“Non ne parliamo, vado a fare la spesa. Ti preparo una cena di benvenuto!” Si girò e uscì.
Pensando che quella scatola gli evocava un passato che ancora adesso lo faceva piangere, io mi sentivo la coscienza sporca. Da oggi in poi avremmo passato dei bei momenti, felicemente sposati fino alla vecchiaia, non avrei desiderato altro.
E Gu Xu? Come mai non era ancora venuto a darmi il benvenuto? Fino a quel momento era rimasto in silenzio, così andai io a salutarlo. Arrivata alla porta della sua camera, sentii che Gu Xu stava leggendo.
Bussai leggermente alla porta. Venne subito ad aprire guardandomi con un certo disappunto. Avrei voluto accarezzargli la testa, quando all’improvviso notai che dal suo collo pendeva un ciondolo di giada avuto in eredità – era il ciondolo che mi aveva dato la nonna materna – ed ora era Gu Xu ad indossarlo.
“Come sei diventato alto.” , dissi sorridendo.
Lì per lì Gu Xu non sapeva cosa dire, poi spalancò gli occhi e mi chiese: “Non senti questo rumore? Chi sta facendo cadere i piatti?!”
Testo segnalato da: Maria Serena Vecchi
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