Il look del diavolo
di Marshall Moore, Corea
(traduzione di Assunta Saragosa)



Il mio guardaroba gridava vendetta. Al giorno d'oggi, una donna in carriera ha il dovere di apparire sempre ordinata e attraente, a prescindere dal girone dell'inferno nel quale si muove. Le tonalità scure dell'anno scorso non andavano più. Era giunto il momento di cercare qualcosa di adeguato, qualcosa che potesse calamitare l'attenzione di tutti anche in una stanza affollata.

Durante il solito meeting mensile con i miei fornitori, osservai la nuova arrivata, Holly. Aveva un aspetto molto fresco, quasi angelico. A parte il nome, tutto ciò che sapevo di lei era davanti ai miei occhi: smalto blu sulle unghie, tazza di caffè nero, sui venticinque anni. Alcune ciocche della chioma biondo platino erano sapientemente lasciate cadere sul viso ogni qualvolta chinava la testa per scrivere. Possedeva per natura quell'incarnato luminoso che molte donne tentano di riprodurre con i cosmetici. Qualsiasi idiota poteva vedere tutto questo. Io volevo di più.

Scopri qualsiasi cosa, ordinai più tardi a uno dei miei collaboratori. Dove vive, cosa mangia a cena... persino il gruppo sanguigno.

Si inchinò e bisbigliò Sissignora, affrettandosi a uscire dal mio ufficio.

  Il giorno seguente arrivò una e-mail dal suo Amministratore Delegato di Los Angeles: Abbiamo saputo del gradimento nei confronti della ragazza. Rientrerà alla base il mese prossimo. Ringraziando per la preferenza accordataci, auspichiamo di poter collaborare ancora con Lei.

Ah, la sottile arte della negoziazione.

Commercio in carne umana. La mia azienda soddisfa uno dei bisogni primari degli inferi: cibo. I fantasmi hanno fame, i defunti devono mangiare. Il datore di lavoro di Holly si occupava di trasporti e logistica. Visto che lei riusciva a mandar giù un lavoro del genere, avremmo potuto formare una bella coppia!

Le indagini del mio collaboratore non aggiunsero nulla a quanto contenuto nell'e-mail dell'Amministratore. Holly viveva sola in un monolocale a Santa Monica. Nessun parente prossimo, solo pochi amici. Gruppo sanguigno 0 positivo, dieta essenzialmente organica, attività fisica piuttosto regolare. Un esemplare perfetto, come doveva sapere bene il suo capo.

Invitai Holly a prendere un caffè insieme dopo il meeting. Considerato quanto la sua azienda venga sovvenzionata dai miei conti in banca, difficilmente avrebbe potuto rifiutare.

La mia testa del giovedì apparteneva a una ex Miss Brasile di nome Rita. Dopo due anni, Rita cominciava a mostrare i segni del tempo: rughe sul collo, pelle raggrinzita. La mia testa del venerdì, una modella coreana dai capelli corvini, Songmee, avrebbe potuto durare ancora un anno ma non potevo procrastinare ulteriormente la ricerca della sostituta per gli altri giorni della settimana.

Mi addolorava privarmi di oggetti così belli - in fondo ci ero affezionata - ma dovevo arrendermi alle leggi del tempo e della biologia. L'entropia non va a ritroso.

Drogai il caffellatte di Holly tanto quanto bastava a lasciarla sveglia per il rituale.

Non urlò più di tanto alla vista di sega e bisturi. Benché si dimenasse, evitai di danneggiare nervi e vasi sanguigni. Tutto sommato fui abbastanza delicata. È essenziale preservare l'incolumità dei sistemi neurali.

Mi sento proprio carina in questi giorni.

Il corpo e l'anima della bionda sono finalmente tutt'uno con me.



Testo segnalato da: Buràn
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