L'equivoco
di Yvàn Silén, Messico
(traduzione di Giovanna Pagano)



A Jorge Solís e
a Mauricio Otero

Quando calarono Cristo dalla croce, disse:

- Portatemi a Gerusalemme!

- Ma dobbiamo portarti al sepolcro.

- Di' alla morte che aspetti.

Detto questo, indossò la tunica e mise i sandali di cuoio. Senza ascoltare le parole di quelli che lo lavavano, Gesù prese il cammino dell'Oblio verso la città maledetta. Con la mente smarrita e senza accorgersi delle carni lacerate, contemplò le figure dell'inferno che deridevano le sue ferite.

Alcuni orinavano sangue mentre gridavano:

- Gesù, ancora vai errando?

- ...

- Non eri il figlio di Dio?

- ...

- Non eri con Lui prima che il mondo fosse creato?

- ...

- Perché ci tormenti da tanto tempo?

Gesù chinò gli occhi e provò vergogna. I demoni cominciarono a schernirlo. Si toccò la fronte e sognò di avere la febbre. Doveva essere venerdì, perché il vento soffiava da nord ed era nuvoloso. I galli annunciavano la presenza dello Straniero. Camminava confuso e non aveva paura del suo destino. Voleva solo chiarire l'equivoco. Sudando per la primavera insopportabile, desiderava correggere le esagerazioni di quell'uomo dell'isola di Patmos. I visionari erano sempre stati inconsolabili. Arrivò in città e chiese di Pilato. Gli uomini lo guardarono ironicamente, incuranti; le donne, invece, sensuali e nostalgiche. Tuttavia il Figlio dell'Uomo, cosparso di polvere, era indomabile. Abile, ribelle, provocatore nato, tenebroso, mostrò le monete d'oro agli avari. Il cuore degli assassini si strinse. Allora uno di loro disse:

- Pilato si trova nella terza casa della settima strada.

- È lì il palazzo?

- No - disse l'empio - quella è la casa di Maria Maddalena.

Gesù si commosse dinanzi al nome dell'amata. Pilato non ricordava il David dell'Antico Testamento? Lasciando cadere le monete nella mano dell'uomo, prese il cammino di Salomone e sentì la schiena curvarsi. Gli dolevano le mani, come se avesse trasportato acqua, e gli doleva il fianco dove il discepolo avrebbe poi messo le dita. Bussò alla porta di Maddalena e apparve Pilato. Questi lo fissò strofinandosi gli occhi:

- Gesù! Non sei ancora morto?

- Sono innocente!

- ...

- Una donna non valeva la mia morte.

- Non ti fermare, Gesù, cammina e vai!

Pilato chiuse la porta. Gesù lo sentì gridare. Cercò la scorciatoia che conduceva ai sentieri del Golgota e prima che facesse notte, Gesù era sui suoi propri passi. Quando arrivò alla sepoltura la trovò chiusa. Gesù si sedette su una delle rocce e contemplò la donna dal seno inaridito. La notte fu rapida; un sussulto. Quando si rese conto di essere sveglio la donna lo guardava ancora. Sentì il silenzio e subito dopo il sopraggiungere gli uomini. Quelli che mormoravano arrivarono e senza guardare la donna, senza vederla, senza percepirla, spostarono la roccia del sepolcro. Gesù entrò con loro e osservò il sudario. Non c'era nessuno nel sonno della morte. Gli uomini si guardarono l'un l'altro e si baciarono. Erano felici. Quando uscirono dalla tomba senza riconoscerlo, confondendolo con uno di loro, gli uomini gridavano e correvano. La donna, chiamata Uriel, sussurrò il suo nome.

Gesù bussò alla porta. Pilato lo guardò di nuovo:

- Sono innocente! - disse.

Testo segnalato da: Buràn
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