La storia di Juan (street gang)
di Juan Hernandez, USA
(traduzione di La Fornarina)



Molti di voi non mi conoscono, ma un bel po' di voi possono immaginare come si deve crescere velocemente e duramente nei barrios, la parte povera della città. Per le strade della mia città mi chiamano Twilight, ma il mio vero nome è Juan Hernandez. Sono nato il 18 maggio e ho 20 anni.
Questa è la mia storia.

La mia Famiglia
In verità non ho una grande famiglia, o una famiglia che mi sia vicina, come alcuni di voi. Sì, ho un padre e una madre, come tutti. Ho una sorella e un fratello più grande. E grazie a mio padre che si è dato un gran da fare ho qualcosa come 15 o 16 fratellastri e sorellastre là fuori da qualche parte.

Il mio cosiddetto padre
Mio padre… avrei da dire un sacco di cose su di lui. Da bambino io e lui eravamo molto uniti. Ma onestamente non me ne ricordo. Nel mio album delle foto ci sono fotografie di me e di lui e dei giorni più felici, giorni che vorrei poter vivere di nuovo. Quando sono diventato un po' più grande io e mio padre abbiamo iniziato ad allontanarci, per lo più a causa del fatto che beveva e litigava di continuo con mia madre. E finiva sempre con il picchiarla. C'erano volte in cui avrei voluto poter impedire a mio padre di farle del male, ma essendo un bambino non potevo fare molto. Quando poi sono cresciuto ci siamo allontanati del tutto. Il suo alcolismo era peggiorato e mia madre soffriva per questo.
Una volta decisi che era abbastanza e tentai di fermarlo mentre colpiva mia madre: sono sicuro che non voleva farlo, perché dopo vidi il rammarico e il dolore nei suoi occhi, ma quando tentai di fermarlo lui colpì me anziché mia madre. Il danno era fatto. Da allora l'ho odiato. E quando sono cresciuto ancora io e mio padre siamo venuti alle mani sempre di più.

Da adolescente iniziai a scappare di casa, stando via per intere giornate. Un giorno tornai a casa pensando che tutto fosse calmo, ma io e mio padre finimmo con il fare a botte e lui mi buttò fuori di casa. Avevo tredici anni. Finii con il vivere per la strada o con lo stare a casa dei miei amici. Vivendo sulla strada entrai a far parte dei Surenos della mia città. Diventai uno di loro.
Poi un giorno tornai a casa per la festa della mamma e lui, mio padre, la stava picchiando di nuovo. Io ero più grande, ero più forte. Dissi a me stesso che non avrebbe mai più toccato mia madre. Ci mettemmo in guardia, lui mi picchiò duro ma lo colpii a mia volta. Sanguinante e ferito convinsi mia madre a prendere le sue cose e a venir via con me. Quella è stata l'ultima volta che il mio cosiddetto padre ha picchiato mia madre. Quando divenni più grande io e mio padre avemmo altri scontri e altre zuffe e oggi non ci parliamo più. E comunque non ce ne frega niente l'uno dell'altro. Ciò che eravamo in quelle foto sembra accaduto una vita fa. Io non sono più quel piccolo bambino e non c'è più quel padre che amavo e ammiravo…

Mia madre
Io e mia madre siamo sempre stati felici insieme. Qualsiasi cosa volessi lei me la procurava. Mi viziava, comprandomi qualsiasi cosa, portandomi dovunque volessi andare. Ha sempre giocato con me. Ho amato molto mia madre. Era una donna dolce, amorevole e affettuosa, e forse per questo aveva un sacco di amici. Veniva sempre invitata a quel tipo di feste che vengono date quando una ragazza compie 15 anni e la sua famiglia organizza questa grande e stupida festa danzante. So cos'è ma non ricordo in nome esatto :-P
Comunque lei veniva invitata, e poi suonavano sempre quella canzone intitolata Sabor a Mi per far ballare la ragazza. Mi sarebbe piaciuto stare seduto ad un tavolo da solo mentre mia madre parlava con le sue amiche, e avrei voluto giocare con la mia macchinina ma, e ancora oggi non so il perché, la ragazza festeggiata veniva sempre a chiedermi di ballare con lei. Avevo circa 7 o 8 anni ma immagino ne dimostrassi di più o qualcosa del genere, perchè accadeva sempre… chissà se mia madre aveva qualcosa a che fare con questo? :)
Ho un mucchio di foto di me mentre ballo e sembra che in ogni foto che ritrae me e mia madre con la famiglia della ragazza io sia sempre più grande e più alto.

Ogni tanto ascolto questo cd che contiene la canzone Sabor a Mi e mi ricordo di mia madre e di quei giorni. Sinceramente ammetto che mi fa piangere perché mi manca mia madre, mi manca quando mi portava a questi balli, mi manca quando mi sedevo sul suo grembo, mi manca quando cantava per me se avevo paura dei mostri nascosti sotto il letto e non volevo andare a dormire. Vorrei rivedere mia madre ancora una volta e dirle quanto la amo e quanto mi manca. Quando si ammalò io ero in prigione ma mi consentirono di andarla a trovare in ospedale. Ricordo quanto ho pianto quando mi hanno detto che aveva un cancro e che non c'era più niente da fare. Sebbene fossi in pace con lei, avrei voluto essere al suo fianco per dirle che l'amavo, quando morì. Invece di essere richiuso in prigione…

Mio fratello e mio cugino
Vi chiederete perché io abbia intitolato questa parte "mio fratello e mio cugino". La ragione sta nel fatto che entrambi appartengono alla stessa gang. Comunque. Io e mio fratello come la maggior parte dei fratelli avevamo stretti rapporti. Da bambini facevamo ciò che fanno tutti i fratelli. Ci guardavamo le spalle l'uno con l'altro. Mentivamo uno per l'altro quando eravamo nei pasticci. Ci buttavamo nella mischia uno per l'altro se c'era una rissa. Insomma, le cose che fanno i fratelli. Ma crescendo ci siamo allontanati. Lui ha iniziato ad uscire con i suoi amici mettendomi da parte. Sempre di più i suoi amici venivano prima del suo fratellino. Quando poi sono stato sbattuto fuori casa lui è entrato nella gang dei Latin Kings. All'epoca era solo un membro come qualsiasi altro. Quello che non sapevo era che anche uno dei miei cugini apparteneva ai Kings e lo aveva coinvolto. Con il passar del tempo, ci allontanammo sempre più. Non a causa di problemi personali come era accaduto con mio padre o con mia sorella; ci allontanammo solo a causa di quelli che avevamo scelto come compagni di strada, lui scelse i Kings, io scelsi i Surenos. Ogni vero Sureno e ogni King sa cosa significa, non c'è bisogno che lo spieghi io.
Comunque. Io e mio cugino eravamo in buoni rapporti, infatti tutti i cugini da parte di mia madre sono in buoni rapporti con me. Sapevano come mio padre e mia sorella e i parenti di mio padre mi trattavano, e mio padre non piaceva neppure a loro. Sono la mia unica famiglia. Vorrei poterne conoscere di più, di loro… Tornando a ciò che stavo dicendo, ero in buoni rapporti con mio cugino. Da piccoli io e mio fratello giocavamo sempre insieme a lui. Ci incidemmo le braccia per diventare fratelli di sangue, tanto eravamo uniti. Potrei ricordare tutte le cose che abbiamo fatto da bambini, quanto mi mancano quei giorni, quanto è duro sapere che non posso tornare indietro né cambiare il passato… o quanto desidererei che mio cugino fosse ancora vivo. E' stato il 13 di giugno di un anno fa che mio cugino è morto. Gli avevano sparato qualche giorno prima, poi si è arreso e si è lasciato morire. Questo è quello che penso. Anche se siamo di bande differenti, entrambi abbiamo conosciuto lo stesso dramma di strada. Ne sono sicuro, non voleva più combattere, si è lasciato andare… così ha potuto trovare la sua pace… E forse un giorno io troverò la mia. Quanto a mio fratello, dopo la morte di mio cugino ha preso il suo posto nei King. Ora guida la gang in città. Ogni tanto ci parliamo, ma è da così tanto che non lo facciamo che si può percepire la distanza tra noi. Non ci conosciamo più.

Mia sorella
Con mia sorella, come con tutti i miei fratelli, ci volevamo bene, ma come accade a tutti, crescendo ci siamo allontanati.
Mia sorella ha quattro figli che io chiamo i miei bambini, perché li ho cresciuti io. Mentre lei se ne andava in giro io stavo a casa a prendermi cura di loro, gli cambiavo i pannolini, gli davo da mangiare. Facevo tutto questo mentre vivevo per strada e facevo la mia parte nel dramma di strada. Non so come facessi, ma ci riuscivo. Ora sono dei bravi ragazzi, ottimi voti a scuola. Niente male per essere un gangster e uno zio al tempo stesso. Ora mia sorella viene fuori con queste stronzate tipo che non dovrebbero frequentarmi proprio per quello che sono o per quello che ho fatto. Ma loro ne sanno abbastanza, sanno come è veramente la loro madre.

Cynthia e Robert
Questo è il pezzo finale della mia storia. So di aver scritto molto di me e di quelli intorno a me. Quest'ultimo pezzo invece riguarda due persone che ho amato molto. Una di loro era la mia donna, l'altro il mio migliore amico. Cynthia è sempre stata al mio fianco. C'era sempre, per me. Lo ammetto, c'erano volte in cui i miei compagni e la guerra di strada venivano prima di lei. A volte non ci sono stato quando era lei ad aver bisogno di me. A volte l'ho fatta piangere. Nonostante tutto lei restava accanto a me, e ogni tizio che ha avuto nella sua vita una donna così sa di cosa parlo quando dico che non ne troverete molte là fuori di ragazze capaci di sopportare così tanta merda.

Ho incontrato lei e Robert quando avevo 14 anni, come me non avevano una vita felice a casa. Un anno dopo, per la prima volta nella mia vita mi innamorai. Mi innamorai di Cynthia. Fu il mio primo amore, la mia prima amante. Da quel giorno lei è stata l'unica, per me.
Nella vita ci sono prezzi da pagare per qualsiasi cosa si faccia. Così è la vita. Il mio prezzo per la vita che ho vissuto è stato quello di perdere lei e più tardi il mio migliore amico. Una volta eravamo al parco dall'altra parte della città. Passavamo il tempo, quando all'improvviso, e dal nulla, iniziò il dramma. Ci spararono e noi rispondemmo al fuoco. Tutto accadde velocemente. Quando tutto fu finito vidi qualcosa che da allora mi ossessiona giorno e notte.
La mia donna era stata colpita. Ricordo come le mie gambe non volevano muoversi. In qualche modo strisciai verso di lei continuando a dirmi che tutto questo non era accaduto. Avere il suo sangue sulle mie mani e sulla maglia cambiò tutto. Era vero, era successo. Non so perché l'ho fatto… ma in quel momento sentii che se l'avessi tenuta abbastanza stretta lei non mi avrebbe lasciato. Continuavo a dirle "per favore, per favore, per favore non lasciarmi, non morire!"… poi ho sentito che se n'era andata. Un anno più tardi Robert morì per un'overdose di eroina, l'anno dopo la morte di mia madre.
Cynthia era incinta di tre mesi. Ho perso ogni cosa che amavo per colpa della strada che avevo scelto.

Concludendo
Oggi, seduto qui, non posso fare a meno di pensare a tutto ciò che ho passato. La mia vita è stata piena di rimpianti, angosce e dispiaceri. Mi hanno sparato, mi hanno accoltellato, e nonostante questo sto ancora in piedi, sebbene delle volte questo mondo mi abbia messo in ginocchio, ma non ho mai rinunciato a cercare qualcosa di meglio per me e per quelli intorno a me. Sono un Veterano, adesso, e in qualche modo sono sopravvissuto a tutta questa merda. Ho anche trovato un lavoro stabile, recentemente. Anche se ho un sacco di problemi, cerco di rigare dritto e trovare lavoro, anche se non è l'ideale. È sempre meglio che essere coinvolto nelle guerre tra bande e temere costantemente per la mia vita. Spero che le cose vadano meglio ora che ne sono venuto fuori. Spero anche di trovare un giorno qualcuno con cui condividere la mia vita, qualcuno che possa darmi consolazione per il passato, qualcuno che possa condividere i sogni del presente e darmi speranza per il futuro.

Testo segnalato da: Buràn
Link all'originale:
Qui