Un debito di gratitudine
di Chang Luming, Cina
(traduzione di Maria Serena Vecchi)
Ricordo che quel giorno era il compleanno di mia madre, io e mia moglie raggiungemmo di corsa l'autobus per la città. Era proprio l'ora di rientro al lavoro dopo il giorno di riposo e c'erano molti passeggeri. Tutti i posti fino all'ultima fila erano occupati.
L'aria all'interno dell'autobus era piuttosto pesante, io e mia moglie provammo ad aprire il finestrino, e con grande sforzo riuscimmo ad aprire solo uno spiraglio che consentisse al forte vento di entrare.
La bigliettaia entrò sudando.
Mia moglie aprì la borsetta ed estrasse una banconota da 20 yuan. La bigliettaia non li accettò e disse ridendo: "Ci sarà pur qualcuno disposto a pagare il biglietto per voi!"
"No che non c'è! In questo autobus non c'è nessuno che conosci?" ci chiedemmo all'unisono guardandoci intorno nell'autobus.
"A Ming! Ti ricordi ancora di me?", mi disse sorridendo da lontano un uomo con gli occhiali dall'aspetto di circa 35 o 36 anni. "Sono Xiao Hong."
Io e mia moglie ci guardammo a lungo senza riuscire subito a identificare la persona di fronte a noi, dall'aspetto vagamente familiare.
"Ci siamo incontrati in occasione degli auguri per il nuovo anno", fece notare Xiao Hong "mio padre era appena morto a causa di una malattia e siamo stati per un po' a casa tua!"
"Il figlio di Liu Lao!" mi venne in mente e lo dissi subito a mia moglie.
Durante il percorso, mia moglie mi disse all'orecchio: "Come puoi permettere che qualcun altro ci compri il biglietto? È solo un lontano parente, l'abbiamo incontrato per caso e saremmo stati noi a dover comprare loro i biglietti. Ti ho sentito dire che, a causa del tumore allo stomaco di suo padre, la sua famiglia ha speso molti soldi e hanno debiti a non finire, come osi?"
Anch'io in cuor mio mi sentivo a disagio e non sapevo come affrontare la questione.
Giunto a metà strada, l'autobus si fermò di colpo. Sembrava che ci fosse un incidente, in realtà c'era traffico. Dopo un bel po', il problema del traffico non era ancora risolto e molti passeggeri scesero dall'autobus. Io e mia moglie cogliemmo l'occasione per andare accanto a Xiao Hong per parlare del più e del meno e per avere la possibilità di restituirgli i soldi dei biglietti.
"Questa è mia moglie…" indicò una ragazza vestita in modo semplice "sebbene secondo il grado di parentela dovresti chiamarci zio e zia, fra noi passano solo pochi anni… Xiao Fei, questo è A Ming, il benefattore della nostra famiglia!"
A queste parole, io e mia moglie non capivamo proprio cosa intendesse. In cuor mio cercai, mi lambiccai il cervello: quando mai avevo fatto della beneficenza alla famiglia di zio Xiao Hong? Mai; allora, com'era possibile?
"Ricordo ancora quando Liu Lao parlò con me per tutta la notte!" Raccontai confusamente qualcosa del passato: "Quella sera, appena mamma e papà andarono fuori città per affari, feci compagnia a Liu Lao convalescente dopo l'operazione… parlò di tutto ciò di cui andava fiero e di tutti i rimpianti della sua vita. Ciò di cui andava fiero era di aver insegnato tutta la vita e di avere allievi ovunque. Il suo rimpianto era di non aver avuto tempo, alla fine, di insegnare ad un allievo in particolare."
"E dunque, chi era?" chiese zio Xiao Hong sorridendo, "Non ne ho mai sentito parlare; quale allievo?"
"Proprio io!" dissi sospirando indicandomi la punta del naso, "Liu Lao disse che sono una persona di talento e che, se avesse potuto tornare indietro di vent'anni, mi avrebbe dato un aiuto speciale!"
"Ah! Aspetta, devo dire una cosa." All'improvviso, il viso di zio Xiao Hong si incupì, la mano un po' tremante, indicò un quadernetto: "30 settembre, A Ming mi ha regalato una confezione di 24 pile stilo, in totale fanno 12 yuan… 2 ottobre, A Ming mi ha lasciato 50 yuan in contanti… 5 ottobre, A Ming mi ha regalato una torcia, prezzo 8 yuan…"
A sentire queste cifre, il viso rugoso di quel vecchio gentile tormentato dalla malattia mi tornò alla mente.
Quella fu l'ultima volta che lo vidi, e accarezzandomi la testa con la sua mano avvizzita, mi disse: "Bravo figliolo, continua ad essere onesto, non devi imparare a fumare e a bere, sii frugale…". Gli diedi i soldi per comprare le medicine che non riuscirono a risolvere alcunché.
Gli occhi di zio Xiao Hong si iniettarono di sangue, i miei erano pieni di lacrime.
"Questi sono i conti dei debiti di gratitudine che mio padre mi diede sul letto di morte. Non fare caso alle piccole dimensioni del quaderno, in realtà pesa molto! Mio padre disse che fra i suoi creditori, sei proprio tu il più giovane e, in particolare, mi disse che se un giorno ti avessi incontrato, nonostante tutte le difficoltà, avrei dovuto darti una mano… nella vita di una persona, il più grande dei debiti è il debito di gratitudine!"
"No!" dissi deglutendo "Zio Xiao Hong, io ho solamente fatto dei piccoli regali a Liu Lao per dimostrargli la mia gratitudine per i suoi buoni consigli e i suoi saggi insegnamenti, lui è stato il modello della mia vita!"
"Dopo che mio padre si riebbe dalla prima operazione di cancro allo stomaco, visse ancora cinque o sei anni e, grazie all'aiuto dei genitori di A Ming, ebbe dei soldi in prestito per comprare delle medicine speciali…", zio Xiao Hong spiegò a sua moglie. "Dobbiamo ringraziarli!"
La mia e la sua giovane moglie ascoltarono il nostro discorso, si presentarono ed entrarono subito in confidenza, come se si conoscessero da molto tempo.
L'autobus riprese ad avanzare e io e mia moglie rimanemmo in silenzio per un bel po'.
Scendendo, zio Xiao Hong mi disse prendendomi la mano: "Venite a trovarci un giorno di questi tu e tua moglie, ci berremo un paio di bicchieri."
Risposi con tatto: "Non bevo e non ho neanche imparato a fumare, continuo a tener fede alla promessa fatta a Liu Lao!"
Testo segnalato da: Maria Serena Vecchi
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