Formula contro la solitudine
di Benhur Sánchez Suárez, Colombia
(traduzione di Gaetano Vergara)



Signora Gemma, ti insegnerò a preparare un piatto favoloso. Non si tratta di una volgare portata, ma di un tributo agli dei dell'amore. Lo chiamerò Frutto dell'acqua in erbe naturali.
Ingredienti:
2 filetti di pesce gatto rosato (uno per te, l'altro per il tuo amante). 4 patate (l'eccesso di farina è fatale per il cuore e per le funzioni riproduttive). 2 uova con tuorlo rosso (quelle dal tuorlo giallo hanno scarso effetto sulla passione, anche se sono insuperabili per incentivare le facoltà immaginative). 6 foglie di spinaci (il verde sarà sempre simbolo di speranza). 4 foglie di menta (la loro forma è l'allegoria dell'illusione). 2 mazzetti di timo verde (il loro colore è l'emblema dell'oblio). 4 spicchi d'aglio (contro gli spiriti maligni). 1 cipolla grande (dà energia ai desideri più intimi). 1 cipolla lunga (annulla la gelosia insepolta). 1 mazzetto di prezzemolo (allontana l'amarezza). Condimenti a piacere (io uso solo qualche pizzico, e nient'altro, di cumino, pepe e, naturalmente, sale.)
Nota: È opportuno avere del riso bianco già preparato, nelle porzioni richieste. È anche importante predisporre una bottiglia di vino bianco per accompagnare il piatto, uno Chardonnay o un Sauvignon Blanc non sarebbero niente male (meglio ancora se si tratta di queste bottigline che contengono al massimo due bicchieri. Bevendo di più, correreste il rischio di perdere la ragione e vomitare il pranzo, con il risultato di trasformare il Frutto dell'acqua in erbe naturali in un'orripilante massa informe, nonché pestilente. O, il che è anche peggio, potreste essere indotti a fare l'amore prima di mangiare e allora il piatto, non consumato, avrebbe perso la sua ragion d'essere.)
Utensili
Un fornetto (è uno strumento mitologico. Si vende nelle piazze del mercato e consiste in un box di alluminio, la faccia superiore con coperchio sollevabile, di 25 x 18 x 8 cm. Al suo interno si colloca una griglia alta 3 cm. Questo sistema lo utilizzava il Mohán(1) per incantare le giovanette indios lungo i rivoli del Magdalena, solo che lui faceva un fosso nella sabbia ed avvolgeva tutto il pesce gatto in foglie di platano, accompagnato da tubercoli del monte e da alcune erbe dei dintorni. Copriva il cartoccio con sabbia e ci accendeva sopra un falò, che alimentava per varie ore con arbusti secchi. Accendeva il suo tabacco con un tizzone ardente, aspettava che il calore facesse il miracolo di far trasudare gli alimenti e, intanto, nelle volute di fumo che innalzava verso le chiome degli alberi, spiava la bimbetta dai lunghi capelli neri che piangeva nel casolare lì vicino, con un crocifisso tra le mani e una paura terribile per le apparizioni). Una padella nera (dicono sia di teflon, ma in realtà serve a tenere lontano le streghe affinché non facciano in modo che si innamori chi non deve innamorarsi e odi chi non ha motivi per odiare; insomma, affinché nulla rimanga attaccato al suo interno). Un set di coltelli ben affilati (devono essere utilizzati con prudenza perché è facile spezzare la fantasia con qualche movimento involontario). Un supporto per il taglio (che non sia di metallo, per favore, per non alimentare illusioni infondate e pettegolezzi). Un rotolo di alluminio. Quattro vassoi d'argento. (L'argento purifica, disinfetta, ed è molto utilizzato nella medicina alternativa perché si pensa che sia un poderoso antibiotico naturale). Posate, sempre d'argento.
Preparazione:
Stendi il foglio d'alluminio. Lo devi fare pensando che il passato non esiste più perché il foglio, che brilla anche se non è uno specchio, assorbe i brutti momenti della vita, senza restituirteli. Strofina il foglio d'alluminio con margarina, con la stessa delicatezza con cui baceresti la fronte del tuo amante. Se usi olio, che sia d'oliva, meglio se importato perché è cristallino e più puro. Quello nazionale è torbido e di solito viene mescolato con oli di dubbia provenienza.
Prendi i filetti di pesce gatto e accarezzali con le mani unte del condimento scelto. Li puoi anche cospargere, ma non dimenticare che la carezza è indispensabile in una relazione che richiede sollecitazioni per mantenersi viva. Rendi grazie all'altissimo (o al bassissimo, secondo le tue preferenze) per questo regalo che ti pulsa tra le mani, anche se non lo senti, e ancora è acqua e orizzonte, forza vitale che sa di profondità e miraggi. Adagiali, con la stessa delicatezza con cui baceresti le labbra del tuo amante, nel loro letto d'alluminio. Continua a celebrare preci al pesce gatto per il miracolo di essere viva, e per di più con un amante, perché se non lo farai, pioverà in qualche parte del tuo universo e altri pesci lamenteranno il fatto di non averti conosciuta.
Poi triterai la cipolla, in entrambi i versi, con lo spicchio d'aglio, il più finemente possibile, affinché lo spirito vegetale si unisca con il frutto dell'acqua e si facciano una sola cosa. Le lacrime che ti verranno dal trito della cipolla dovranno essere di allegria, altrimenti l'amarezza sarà indistruttibile e il piatto perderà il suo sapore originale.
Adagia il trito sul pesce gatto, che intanto già si sarà innamorato delle tue mani, e sfregalo di nuovo come se preparassi per l'amore il corpo del tuo amante. Aggiungi subito le foglie di menta, i mazzetti di timo e due foglie di spinaci sul pesce, ormai già perdutamente innamorato dei tuoi occhi, anche se lui non li vede né tu sospetti che ti guardi.
Alla fine, chiuderai il foglio d'alluminio il più ermeticamente possibile, di modo che il pesce gatto diventi una specie di sarcofago d'argento. Così lui saprà che i suoi succhi meravigliosi non si perderanno nell'evaporazione o consumati dal calore inclemente della brace. Benedirai questo piccolo pacco e poi lo adagerai all'interno del fornetto. Lo farai pensando al fatto che ami la vita al di sopra di ogni cosa e che se ti cercano, ti adorano, ti desiderano, ti rispettano o ti coccolano è per la grazia che ti rende viva come i pesci del mare, serena come le piante che dispiegano il loro verde perché la luce canti sulle loro foglie, bella come la brezza che sussurra tra i tuoi capelli.
Se sai cantare intona la canzone che più ti piace, ma che non sia una "ranchera" o un "vallenato", perché i discendenti del pesce potrebbero dimenticare i movimenti che fanno nell'acqua e rompersi in stridori e amarezze contro l'armonia dell'universo.
Infine - perché c'è sempre un finale - colloca il fornetto nel focolare, a fuoco medio, e aspetta poco più di trenta minuti per assaporare questo miracolo della vita.
A parte - perché non tutto si può fare nello stesso tempo - prenderai le altre foglie di spinaci, già pronte nel vassoio d'argento. Non dimenticare che bisogna accarezzare anche le foglie e chiedere loro il permesso prima di usarle, perché saranno parte di un piatto esotico, propizio per una cena col tuo amante, e non uno spuntino di routine. Se lo farai con devozione, come facevi nella tua infanzia con le novene o con i rosari vespertini, eviterai i pentimenti per le cose che non hai fatto e le angosce provocate da promesse incompiute.
Con il coltello taglia per metà le foglie, in modo da poter eliminare con facilità la nervatura grossa. Di per sé le nervature non sono scarti, ma andranno ugualmente a finire nel bidone della spazzatura. Prima di gettarle devi scusarti per non fare uso della loro anima, in questo modo eviterai tutte quelle ritorsioni, pettegolezzi e stregonerie che solitamente inventano le donne gelose o i mariti ingannati.
Ora pensa ai luoghi che visiterai sotto il braccio del tuo amante, immagina i brividi di freddo o il calore che percorrerà il tuo corpo o il vento che spettinerà i tuoi capelli. A questo punto già tutto deve apparire chiaro nel tuo cuore.
Allora metterai una sull'altra le foglie di spinaci, già prive di nervatura, le avvolgerai come in un fascio di millefoglie e poi farai dei piccoli tagli per produrre lunghe striscioline verdi. Le mescolerai presto presto con le uova e le sbatterai un poco, aggiungendo sale a piacere e un pizzico di pepe.
Nella padella, che le streghe non oseranno più guardare perché tu sarai accesa dall'amore e il tuo amante reclamerà il vino delle tue labbra per celebrare questa piccola festa, collocherai olio d'oliva, e la riscalderai, sul focolare, con lo sguardo fisso sui tuoi desideri più intimi. Dopo aver versato il composto di spinaci con uova, riporrai il coperchio sulla padella per lasciare ammorbidire il contenuto. Non dimenticare di rivolgere un piccolo pensiero alle galline, se lo meritano anche loro, almeno per un po' di tempo. Alla fine - lo vedi, no? ci sono vari finali - avrai un tortino di spinaci tra il verde e il giallo, che indicherà un'ulteriore unione di regno vegetale e animale propizia alla tua futura beatitudine.
Le patate… Beh, le patate, come il riso, già le sai preparare, quindi non c'è bisogno che mi metta a spiegartele. Devono essere al vapore e al momento di servirle ricorda di cospargerle di prezzemolo, finemente tritato, per dare loro il sapore degli alimenti proibiti. Se vuoi aggiungerci qualcos'altro, fallo con convinzione, perché a questo punto non importano più le combinazioni, le fusioni né i desideri scatenati sugli altari della creazione.
A tavola
La tavola deve avere tovaglia bianca e tovaglioli con decorazioni di piante ricamate a uncinetto. Devi sorridere trionfante. Sui vassoi disporrai la cena in modo tale che sul primo ci sia il pesce gatto, con tutte le sue salse, il riso a forma di monte sul secondo, le patate sul terzo e sul quarto il tortino di spinaci. Collocherai sulla tavola i vassoi a ventaglio. Di lato, la bottiglia di vino e i due calici.
Ti siederai come per una cerimonia. Il tuo amante ti guarderà con tenerezza e tu capirai che lui desidera che tu serva questa squisita prelibatezza. Allora distribuirai nei piatti un filetto di pesce gatto ciascuno, una porzione di riso, e un'altra di tortino di spinaci. Anche due patate a testa. Che non ti venga in mente di metterne tre nel piatto del tuo amante per uno di questi attacchi di generosità che assalgono le donne innamorate, perché cederesti, senza volerlo, il più importante dei tuoi doni, la libertà di essere te stessa. Distribuisci tutto con armonia e buon gusto affinché il miracolo della vita sia una festa nel tuo cuore.
Resisti al desiderio di piangere. Generalmente, questo Frutto dell'acqua in erbe naturali rimuove desideri reconditi, pene che non sono state seppellite, amori nascosti in qualche angolo della memoria, illusioni represse e paesaggi che ancora persistono nel cassetto delle sconfitte o in quello delle cause perse. Il tuo amante, o il vino, ti aiuteranno a superare questo istante di inquietudine. Se ci riuscirai insieme con lui, avrai conquistato il cielo, poiché avrai scoperto il modo più delizioso per curare la solitudine.


(1) Il Mohán è una specie di satiro colombiano. Su di lui esistono varie leggende diffuse in diverse regioni del paese, ma resta costante l'idea dell'essere sovrannaturale sempre a caccia di donne con cui soddisfare i propri istinti e desideri. [N.d.T.]



Testo segnalato da: Buràn
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