Alex Trebeck non mangia mai pollo fritto
di Matt Bell, U.S.A.
(traduzione di Stefania Rega)
Maureen lavora al Kentucky Fried Chicken, dove è la vicedirettrice. La vedrò domani, per il mio primo giorno di lavoro al locale. Il suo ragazzo, Brad, è alle prove. Suona il basso in un gruppo cristiano di death metal, che è una cosa così ridicola che non mi riuscirà mai di crederla totalmente vera. Ci sono anche tre ragazze sullo sfondo, ragazze con le quali sto uscendo o sono uscito, o non dovrei più uscire ma continuo a farlo. Ma poiché non dirò i loro nomi qui, non importa quello che racconterò. Anche Alex Trebeck(1) fa parte di questa storia. Sta presentando "Jeopardy" dalla televisione di casa mia, e anche dalla casa di Maureen. Probabilmente anche dalla vostra casa. Ma non ha importanza. Come ho detto, fa parte di questa storia ma ha un ruolo davvero marginale. Nessuno di noi lo incontrerà mai.
La mattina io e Maureen apriamo il locale insieme per la prima volta, e lo faremo sempre nei prossimi tre mesi. Mentre mi mostra dove prendere i contenitori e i panni per disinfettare, Maureen mi dice: "Ho avuto il mio primo aborto a sedici anni". Poi, mentre mi mostra come sistemare i biscotti sul vassoio, mi parla del suo secondo aborto, quando aveva diciotto anni.
Dice: "La prima volta mia madre mi accompagnò in macchina, ma solo perché io non avevo ancora la patente. La seconda volta andai da sola. Nessuno dei miei fidanzati si è mai offerto di venire con me".
Quando passo l'ordinazione per il mio primo piatto di Extra Crispy Fried Chicken, il racconto di Maureen ha superato il dolore e la rabbia. Prepariamo un purè di patate mentre mi racconta di come ha incontrato Gesù e ha cominciato a frequentare una chiesa aconfessionale vicino l'autostrada. Utilizza la parola salvata una dozzina di volte in un quarto d'ora. Mi dice che hanno un fantastico programma di aiuto per adolescenti, e poi mi chiede cosa faccio mercoledì sera.
Lavoro, rispondo. Spero di lavorare.
Maureen ha incontrato Brad in chiesa. Il gruppo di Brad stava suonando in uno spettacolo di beneficenza per un bambino malato della congregazione. Maureen dice che fanno musica Christcore, e io penso che non possa essere una cosa vera ma poi scopro che esiste davvero. Maureen e Brad si sono fatti tatuare un identico pesce cristiano sulla caviglia. Lui ha scritto solo una delle canzoni del gruppo, quella sulla ragazza che decide di non abortire e chiede aiuto a Dio per allevare il suo bambino. Maureen dice: "La prima volta che ho sentito quella canzone ho desiderato tanto essere io quella ragazza".
Maureen è una ragazza robusta, dal fisico di un giocatore di pallavolo, con torso grosso e gambe grosse. Ha i capelli color rosso fuoco e tagliati più corti dei miei. Porta due piccole croci d'argento alle orecchie e una croce di legno appesa al collo che Brad ha scolpito con le sue mani per lei. Lei dice che Brad è un apprendista falegname.
Lei dice: "Gesù era falegname, lo sai no?"
Lo giuro. È proprio così che mi parla.
Maureen mi racconta queste e molte altre cose ancora, passando dalla sua storia personale alla politica dell'azienda, citando la Bibbia e il manuale ufficiale di KFC. È il tipo di persona che ti dice tutto di sé la prima volta che ti incontra, e alla fine della giornata so più cose di lei che di buona parte degli amici che conosco da una vita.
Quello che abbiamo in comune io e Maureen è che tutte le sere, quando non lavoriamo, guardiamo "Jeopardy". Sapere che c'è qualcuno con cui possiamo discuterne, ci fa sembrare più divertente guardare il programma, e per un po' è il nostro unico pensiero. Maureen si concentra nella ricerca delle risposte esatte, ma naturalmente nessuno riesce mai a indovinarle tutte. Si segna il suo punteggio su un blocchetto, e da quello che ho capito è del tutto onesta nel conteggio. A volte si presenta al lavoro accigliata e mi dice che la sera prima non è riuscita nemmeno ad arrivare alla Final Jeopardy perché ha finito i soldi. In altri giorni va meglio, scommette forte su Double Jeopardy e vince. In quei giorni, la sua cultura la entusiasma. Mi dice: "Io guardo 'Jeopardy' per stimolare la mente. Sto cercando di essere una persona migliore".
Io dico: Lo guardo perché voglio assicurarmi che studiare mi è davvero servito a qualcosa. Le dico che ero uno dei migliori della classe e che tutti pensavano che quasi sicuramente avrei fatto grandi cose, e adesso lavoro qui. Lei mi fissa con gli occhi sbarrati perché sto insinuando che lavorare qui è una brutta cosa, ed è proprio così. Lo sto insinuando perché è vero. Non riuscirò ad avere neanche la paga minima se prima non supererò i 90 giorni di lavoro, perché esiste uno stipendio per il periodo di prova che è di 50 centesimi al di sotto del minimo normale. È facoltativo, ma al mio datore di lavoro serve per risparmiare sui costi della manodopera. Se ho fatto bene i conti, tra quando ho cominciato a lavorare qui e quando smetterò per iniziare il mio nuovo lavoro, avrò lavorato per Kentucky Fried Chicken esattamente 93 giorni. Tre giorni di paga minima sarà il massimo che riuscirò ad avere.
Quando guardo "Jeopardy," io non mi segno il punteggio ma osservo con attenzione il modo in cui i concorrenti giocano, in particolare il modo in cui tengono i pulsanti. Alcuni li stringono con forza, le nocche delle mani diventano bianche, e quando sanno di avere la risposta cominciano subito a premere rapidamente il pulsante, anche se una volta sola sarebbe sufficiente per segnalare che vogliono rispondere. Altri invece li toccano con disinvoltura, con scioltezza, con il volto rilassato come la loro presa. Spesso sono proprio queste persone ad avere la meglio, la loro nonchalance snerva piano piano gli altri concorrenti. C'è qualcosa nella loro falsa indifferenza che mi attrae. Io non parteciperò mai a "Jeopardy", ma questo non vuol dire che non possa imitare questa tecnica in altre situazioni della vita.
Al Kentucky Fried Chicken, il giorno della Festa della mamma è il più affollato dell'anno. Le feste di laurea sono un inferno, e una volta abbiamo addirittura servito un matrimonio, che è una cosa talmente indegna che ne abbiamo parlato per settimane. Un uomo anziano viene ogni mercoledì e si trascina verso il banco con tale lentezza che, quando arriva, il suo ordine è già pronto. Lui ordina sempre la stessa cosa, ma naturalmente non gli diamo mai il tempo di provare altro. Se lo serve Maureen, le dà un dollaro di mancia, invece a me non dà mai niente. Un'altra cliente arriva dal drive-thru un giorno sì e uno no e ordina una porzione di Potato Wedges. Senza neanche guardare come sono le patate, comincia a protestare e vuole che le cambiamo il piatto. Io prendo le patate e faccio un giro intorno alla cucina, poi un secondo, e poi un terzo, e gliele riporto. Lei mi ringrazia e mi dice che queste sono meglio, molto meglio, anche se un po' più fredde. Ma io so cosa significa desiderare che qualcuno faccia qualcosa di speciale per te. Lei paga con banconote unte, mi saluta con la bocca piena di patate fritte. Maureen e io proviamo quasi sempre a fare felici le persone, ma proviamo anche a non sforzarci troppo.
Dopo il lavoro, vado subito a casa e infilo il mio unico completo di maglietta e pantalone nella lavatrice. Mi hanno dato una sola divisa, e se ne voglio un'altra devo pagare, quindi ho deciso di farmene bastare una. A volte mi addormento senza farmi nemmeno una doccia e mi sveglio sopra un cuscino impregnato del grasso di frittura intrappolato nei miei capelli. Tutta la mia vita diventa un ciclo continuo di lavatrici e docce. Puzzo di lavoro ovunque, così prendo l'abitudine di mettermi troppa acqua di colonia che non potrò più togliermi. Ho la sensazione di mangiare costantemente perché sono sempre circondato da cibo. Perdo l'appetito ma non perdo mai peso. Tutti quelli con cui lavoro hanno i brufoli per il grasso. Le nostre divise sono ammassi informi, fatte in modo da andar bene a un'ampia parte della popolazione. Ci navighiamo dentro, tutti noi, restiamo a galla ma non andiamo da nessuna parte.
Il nostro locale è volutamente troppo piccolo. Abbiamo un banco minuscolo con quattro posti a sedere e quattro piccoli tavolini, uno dei quali ha solo tre sedie, quindi il numero di posti a sedere è soltanto uno in meno del minimo che obbligherebbe per legge il proprietario ad avere un bagno per i clienti. Quando Brad viene a trovare Maureen si siede sempre al tavolo che ha una sedia in meno, perché è il più vicino alla cassa. Porta con sé un piccolo taccuino nero sul quale con tutta probabilità scrive le parole di una canzone mentre Maureen lavora. Si veste da punk rock stile Hot Topic: aziendale, pulitino, solo apparentemente contro corrente. Suona musica heavy metal, ma ripulita dagli obbligatori riferimenti satanici e iniettata di cristianità evangelica. Nel tentativo di giustificare le proprie scelte musicali, chiama gli altri generi "rock secolari", come se i Rolling Stones fossero solo scadenti seguaci dei pionieri del vero rock cristiano. Questa è solo una delle cose per le quali Brad non mi piace.
L'altro motivo, forse il vero motivo, è che lui esce con Maureen. Non è perché io voglia stare con lei. Non lo voglio. Quello che non digerisco è che uno come Brad ha una ragazza e io non ho nessuno. Tutto questo io odio di lui, e altro ancora.
Quando dico che non ho nessuno, non è proprio la verità. Non ho una fidanzata, questo è vero, ma ci sono delle ragazze con cui vado a letto da quando lavoro in quel locale. Una è una mia ex che mi ha da poco lasciato, la mia fiamma del liceo con cui ho iniziato a uscire da quando io stavo all'ultimo anno e lei al terzo. Giocatore di football e cheerleader, la solita storia. Adesso lei esce con un altro, uno che era tra i miei migliori amici ma che adesso non lo è più, per ovvi motivi. Lei comunque viene a trovarmi a casa ogni tanto, e facciamo l'amore nel seminterrato della casa dei miei, dove mi sono trasferito da poco. Un'altra ragazza l'ho conosciuta in un bar. Tutti e due abbiamo un anellino a un sopracciglio e tutti e due lavoriamo in un fast food. Ha perso la verginità con me, ma mi ha mentito su questo e sei mesi dopo è diventata lesbica e ha cambiato città. La terza è una ragazza che ho conosciuto nella chat di America Online. All'inizio mi aveva detto che aveva 19 anni e che era una ragazza madre, e che dovevamo scopare nel garage per non svegliare suo figlio. A metà giugno ho scoperto che ha 16 anni e che vive con i suoi genitori. La foto di suo figlio che tiene in borsa è di un bambino per cui faceva la baby-sitter. È suonata, senza dubbio. Non voglio rompere subito, ma prometto che lo farò presto. Alla fine, ha smesso di inviarmi e-mail. Non ho mai saputo neanche il suo cognome. Forse non sono solo, non tecnicamente, ma anche quando mi trovo in una stanza piena di gente mi sento spesso così solo che preferisco andare via, perché è solo quando non hai nessuno intorno che la solitudine ha un senso. Sono geloso delle persone che sembrano formare una coppia affiatata, anche se con qualche imperfezione. Sono geloso, ed è ridicolo, di Brad e Maureen.
A volte vado a un concerto per sentire il gruppo che mi piace di più al mondo e sono sicuro che sarà una serata favolosa. Altre volte ci vado perché so che odierò il gruppo e tutti quelli che sono lì, e che pianterò tutti in asso con la sensazione di essermi vendicato. Ho fatto entrambe queste cose più volte ma verso la fine dell'estate, quando Brad mi invita a sentire il suo gruppo, so che ci vado per la seconda ragione.
Arrivo troppo presto, anche se provo a non farlo. Indosso un paio di jeans e una polo e mi sento fuori posto. Brad sta provando gli strumenti sul palco insieme al suo gruppo. Sono vestiti tutti di nero bianco e rosso, pelle e vinile. Costumi. C'è anche Maureen, anche se faccio fatica a riconoscerla mentre si avvicina. Mi ci vuole qualche istante per rendermi conto che è la prima volta che la vedo con abiti normali. È bellissima, più di quanto avessi mai immaginato. Indossa una gonna stretta con degli stivali neri, un top rosso e un girocollo di cuoio con una croce d'argento appesa. Con la plausibile eccezione della croce, niente lascia pensare che è una ragazza che va in chiesa un giorno sì e uno no. Mi abbraccia e mi ringrazia per essere venuto.
Mentre il gruppo continua a provare gli strumenti, noi ci sediamo al bar e parliamo. Io sono ancora troppo giovane per bere e Maureen non lo fa per motivi religiosi. Mi parla del gruppo di Brad, e della propria fede. Anche se me ne ha parlato quel primo giorno mentre mi dava istruzioni, questa è solo la seconda volta che parliamo di cose così personali. Le dico che non credo più in Dio, che sono stato educato nella religione cattolica e che ero un chierichetto e un lettore e che anche se leggevo la Bibbia e pregavo tutti i giorni non ho mai sentito davvero qualcosa, quindi un giorno ho mollato tutto. Maureen mi abbraccia con difficoltà dallo sgabello accanto al mio e anche se non siamo proprio amici so che non vuole offendermi quando mi dice che Dio mi ama lo stesso, e che lei pregherà per me. Adesso iniziano ad arrivare altre persone che lei conosce, e si allontana per salutarli. Quasi tutti frequentano la sua stessa Chiesa, alcuni sono vestiti come lei e Brad, altri come missionari in pantaloni larghi stirati e camicie bianche con i bottoni sulle punte del colletto. Quando il gruppo inizia a suonare, tutti si precipitano sulla pista da ballo, tranne qualche asociale o sfigato. Io sono tra quelli che restano in disparte.
Nonostante lo strano accostamento di stile musicale e contenuto del testo, quasi tutte le persone al bar sembrano divertirsi davvero. Ragazzi con canottiera di pelle da motociclista muovono a tempo la testa accanto a ragazze con gonne a fiori e croci al collo. Il gruppo suona alcuni pezzi originali, e poi versioni metal di inni e canzoni tradizionali. Suonano "Amazing Grace" utilizzando bicordi(2) e un tempo irregolare. È strano solo se ascolti le parole, ma quasi nessuno lo fa. Io sono l'unico che ci fa caso, e per un momento guardo gli altri che si divertono e vorrei smettere di pensarci, ma non ci riesco perché sono in un periodo della mia vita in cui credo che avere un'opinione diversa renda le persone in qualche modo migliori. Me ne vado prima che l'esibizione del gruppo sia finita. Di mattina dirò a Maureen che mi sono divertito e, a dispetto di me stesso, non sarà completamente falso.
Due settimane dopo, Maureen è chiusa nel bagno dei dipendenti, piangente mentre mi parla attraverso la porta. È la mia ultima settimana, e anche se non me ne frega più niente del lavoro mi impegno ancora molto, e cerco di servire da solo i clienti del locale. Dopo tre mesi è un compito abbastanza facile. Maureen sta piangendo perché è di nuovo incinta. Lo sa perché ha appena fatto un test di gravidanza nel bagno. Lei dice: "Brad mi lascerà", con la voce smorzata dalla pesante porta del bagno.
No, non lo farà, le dico, mentre accendo gli scaldavivande e ci verso l'acqua dentro. Ho fretta. Ho i biscotti nel forno e due cestelli di Potato Wedges nell'olio. I cuochi in cucina se la prendono comoda perché Maureen non è lì a dare ordini, e sanno che non sono tenuti a dare ascolto a me.
"Sì, lo farà", dice Maureen. "Non puoi far parte di un gruppo cristiano se la tua ragazza è incinta. Tutti i ragazzi del gruppo hanno fatto voto di castità. E ora sapranno che noi lo abbiamo rotto".
Durante le pause, Maureen spesso usciva nel retro insieme a Brad. Era questo il vero motivo per cui lui veniva e la aspettava. A volte, quando uscivo dal retro per portare fuori la spazzatura li vedevo limonare sul cofano della Buick color cacca di Brad, lui arrampicato sopra di lei e lei piegata con la schiena sulla vernice squamata. Ricordo le mani di Brad che frugavano verso l'alto nella polo di Maureen, e io che giravo subito lo sguardo, e gli occhi che mi cadevano sempre su un'altra delle croci di Brad, quella legata allo specchietto retrovisore, prima di girarmi e tornare dentro.
Dico: Ti ha messa incinta nel parcheggio, vero?
"È l'unico posto dove potevamo fare l'amore senza essere scoperti!" Il pianto è un lamento adesso. Devo aprire le porte tra cinque minuti. Adesso i cuochi sono usciti sul retro, a fumare e a ridere di Maureen. Qualsiasi cosa succeda, loro non saranno responsabili. Maureen sì. Lei è la direttrice, io e i cuochi non lo siamo. Continuo a darmi da fare, a lavorare, a fare il lavoro per lei. Il pollo nelle friggitrici, la salsa barbecue nel fornetto. Accendo le luci. Il pavimento andrebbe spazzato, ma bisogna darsi delle priorità. Esco e provo a convincere i cuochi a tornare con promesse che non ho intenzione di mantenere. Mezz'ora dopo, apro le porte e faccio funzionare la baracca fino all'arrivo di tutto il turno. Tranne me, nessuno dice una sola parola a Maureen quando finalmente esce dal bagno.
Quello che dico è: Questa è l'ultima volta che faccio una cosa del genere, poi mi tolgo il grembiule e la visiera e glieli lascio tra le mani. Esco dalla porta principale senza guardarmi indietro, senza darle la possibilità di convincermi a non andarmene. Non resto neanche il tempo sufficiente per avere la paga minima, o per imparare quali sono le undici erbe e spezie segrete. Per quindici minuti, dopo che sono uscito, mi sento come se fosse il giorno più bello della mia vita, ma poi scopro che non lo è.
Torno al locale il giorno dopo, ma non per lavorare. Parcheggio accanto al cassonetto dell'immondizia, vicino alla macchina di Maureen, nel posto in cui di solito parcheggia Brad. Non so cosa sto aspettando, l'arrivo di Brad o Maureen che esce fuori per la pausa. Non so se voglio parlare con lei o con lui, o con tutti e due insieme.
Alle due Maureen esce fuori per la pausa, come qualsiasi altro giorno. Solo che questa volta Brad non c'è. Lei guarda verso la mia macchina e si ferma, delusa, reggendo ancora la porta aperta con una mano. Un attimo dopo, lascia andare la porta, ma non si avvicina. Si stringe le braccia intorno al corpo e aspetta che io esca e mi avvicini.
Ciao, dico. Non so cos'altro potrei dire.
"Ciao" dice lei. "Perché sei qui? Vuoi riprenderti il tuo lavoro? Puoi farlo. Non mi importa". Ha gli occhi gonfi per il pianto di ieri, ma il trucco è perfetto, quindi oggi non ha pianto per niente. Capisco che ha già preso la sua decisione.
Non voglio riprendermi il mio lavoro, dico. Voglio aiutarti. Non ha più la croce al collo.
Lei dice: "Non ho bisogno di aiuto".
Pregherò per te, se è questo che vuoi. Ci proverò. Mi sento colpevole, colpevole fino al vomito, e per questo sento tanta rabbia per Brad. Perché non è qui, e perché mi ha lasciato a sentirmi colpevole per una cosa che ha fatto lui.
"Non puoi" dice Maureen. "Neanche ci credi in Dio".
Ha ragione, non ci credo. Dico: Ma questo non vuol dire che non posso provarci.
Maureen ancora non piange, anche se io vorrei che lo facesse. Guardiamo lontano, tutti e due, oltre il cortile posteriore del locale. È luglio, ci sono 30 gradi e sento soltanto il puzzo del grasso di frittura e della spazzatura. Non siamo davanti a un vero panorama, è solo il retro di un altro locale, altri parcheggi a destra e a sinistra. È qui che il suo bambino è stato concepito. È qui che lei ha deciso cosa fare della sua gravidanza.
Infine mi guarda e scuote la testa. Dice: "Non lo terrò. Non posso. Perderei Brad, e lui è tutto quello che ho".
Vorrei convincerla che non è così, ma non posso. Ho sempre pensato esattamente questo di lei, dal primo momento in cui l'ho incontrata. Le mentirei se adesso le dicessi che non è così. Le mentirei se le dicessi che stare da sola sarebbe meglio di quello che sta pensando di fare. Non è così, non per lei, non per me. Lei una volta mi disse che avrebbe fatto qualsiasi cosa per Brad. Ed è a questo che stava pensando, anche se allora non lo sapeva.
Dico: Quando sarà il momento, ti accompagno, se vuoi. Almeno non dovrai farlo di nuovo da sola.
Lei accenna di sì con la testa e prova a sorridere, ma non ci riesce. Mi viene in mente di abbracciarla ma non so decidermi su come farlo. La sua pausa è quasi finita. Lei dice: "Se vuoi riprenderti il tuo lavoro, puoi farlo". Poi torna nel locale e non la vedo per una settimana, fino a quando mi chiama e mi chiede di accompagnarla. Vado a prenderla alla fine del turno della mattina e la porto in clinica. Mi siedo nella sala di attesa e guardo la TV, e mi chiedo a cosa sta pensando, se sta pensando a qualcosa. Mi chiedo se è meglio adesso che io sono qui oppure se era stato più facile le altre due volte, quando io non c'ero. Quando lei esce, decido di non chiederle niente e in macchina restiamo in silenzio fino a casa. Torno al locale solo molte settimane dopo, ma quando sono lì vedo Brad e Maureen seduti sul cofano della macchina di lui, mano nella mano, che parlano. Lui non saprà mai quello che lei ed io abbiamo fatto insieme, quello che gli abbiamo fatto senza dirgli niente. Per Maureen, è meglio così.
Adesso quando guardo "Jeopardy" mi concentro su Alex Trebeck invece che sui concorrenti. Provo a immaginarlo mentre fa qualche altra cosa, qualcosa che non sia indossare un abito elegante e presentare "Jeopardy." È più difficile di quanto sembri. Immagino Alex Trebeck in costume, che si produce in un perfetto tuffo carpiato. Alex Trebeck che prepara un sandwich al formaggio sulla griglia. Provo a immaginarlo che cerca lavoro come venditore di macchine usate, come insegnante di inglese al liceo. Lo vedo fare il cuoco in un fast food, chiedere ai suoi colleghi se hanno qualcosa di interessante che vorrebbero condividere con gli amici a casa. Posso immaginare centinaia di scene come queste, ma so che nessuna è vera. Alex Trebeck è il presentatore di "Jeopardy," e non credo che potrà mai essere qualcos'altro.
(1) Alex Trebeck: noto presentatore tv e conduttore di giochi televisivi, tra cui Jeopardy (NdR)
(2) Tipo di accordi usati soprattutto nell'esecuzione di musica rock e heavy metal (NdR)
(Per gentile concessione del magazine Storyglossia)
Testo segnalato da: Buràn
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