Trent'anni d'amore
di Eduard Vilde, Estonia
(traduzione di Daniela Di Falco)



Il giovane Pastore sa che quel che conta è la sostanza, non l'apparenza. La sostanza è quel che la gente spesso non coglie, o addirittura non si dà pena di cogliere, quel che tende a entrare in un orecchio e uscire dall'altro per il 90% degli ascoltatori. Quel che risulta godibile, quel che fa drizzare le orecchie alla gente lasciandola a bocca aperta, che fa versare qualche lacrima e scalda i cuori è quel che si nota esteriormente, la voce del predicatore, il suo modo di esprimersi, il suo modo di gesticolare e il suo temperamento. Se uno possiede tutte queste qualità, malgrado sia un Pastore protestante, un insulso uomo di fede, ha il potere di mandare in estasi persino i devoti Vecchi Credenti - il Pastore Dove sapeva questo per sua personale esperienza ed era solito ribadire ai suoi colleghi che il risultato sarebbe stato lo stesso anche se avesse detto il suo sermone alla congregazione estone in lingua kirghisa.
Dal momento che il giovane Pastore era ben consapevole dell'importanza di una voce risonante, di una gestualità eloquente e di un linguaggio incisivo, provò a praticare queste virtù fuori della chiesa, a esercitarle ogni volta si presentasse l'occasione giusta, fosse uno sposalizio in casa, un battesimo o un funerale. E man mano che assisteva al suo successo, e per giunta un successo piuttosto rapido, s'innamorò di se stesso e trasse un piacere retorico dall'esercitarsi in ogni discorso e in ogni preghiera; si deliziava della sua stessa arte. E per questo seppellì due volte la signora Kreek. La prima cerimonia funebre ebbe luogo nella casa colpita dal lutto e la seconda vicino alla tomba. Tutti avevano pensato che avrebbe pronunciato soltanto poche parole nei pressi della tomba dal momento che tutto, tutto era già stato detto alla casa, e oltretutto in modo splendido, ma no, il Pastore Dove stava andando forte e non c'era nulla che potesse fermarlo.
Non che questo avesse molta importanza. Era estate ed era una splendida giornata. A gloria della defunta e dei presenti. Le due figlie della defunta, toccate nel profondo del cuore dalla magistrale interpretazione del giovane Pastore, piangevano profusamente; gli altri ne seguivano l'esempio, in tono un po' più contenuto, mostrando un fervido interesse per la spumeggiante cascata di parole dell'oratore. Il giovane Kreek, da poco sistematosi come assistente presso un avvocato, era stato russificato in scuole zariste e approfittava della situazione per imparare un buon estone dal Pastore Dove, entro i limiti consentiti dal suo stato di lutto. Soltanto il vedovo, il vecchio Kreek, che moriva dalla voglia di farsi una fumata, si chiedeva perché diamine quel Pastore continuasse a divagare, e se avesse finito di dilungarsi, visto che non avrebbe potuto dargli altro denaro. Con tutto ciò, non si poteva sfuggire l'inevitabile, e man mano che il signor Kreek concentrava altrove i suoi pensieri, l'unica debole resistenza alla prolissità del Pastore Dove venne meno.
Ma quel che passava per la testa del signor Kreek non era comunque molto piacevole perché, oltre all'intenso desiderio di una fumatina, stava soffrendo le pene dell'inferno per colpa del suo soprabito nero. Come ti fanno sudare questi stupidi indumenti quando fa così caldo! Sentiva come se l'acqua stesse letteralmente gocciolando fuori dalle maniche e un denso vapore si levasse dal colletto aperto. Insieme a questa spiacevole sensazione, altri ricordi e pensieri irritanti si affacciarono alla mente in rapida successione. La bara là in fondo. Ma doveva costare così tanto? Sotterrare un mucchio di denaro, proprio così, al solo scopo di metterlo in mostra per un paio d'ore!... Fosse stato per lui non l'avrebbe speso, ma per i figli! Era la loro brava mammina che doveva essere sepolta in pompa magna. Che importa se questa pompa veniva a costare quanto due mucche da latte!
Questa poi, la brava mammina! Era stata così buona con loro, così buona che li aveva praticamente rovinati. Le ragazze fumano, bevono, vanno a ristoranti e caffè e ballano il charleston. E le loro camere sono sempre piene di ragazzi, nessuno dei quali è un tipo da sposare. E a mio figlio devo ancora pensarci io, come se non avesse un impiego, e devo pagare i suoi conti, spesso firmati al tavolo da gioco...
Madre debole, madre debole sì, sì... E adesso, nel bel mezzo del lavoro estivo, molla tutto e muore. E tu devi prepararle il funerale. Devi invitare un po' di gente, servire loro bevande e cibo. E di che genere? Il migliore, naturalmente, il più costoso, perché i figli se lo aspettano. Bocconcini prelibati, vini e liquori esteri. Proprio una festa! Per la stessa cifra avresti avuto un paio di vacche grasse...
E che dire del lavoro? Adesso queste buone a nulla truccate, incipriate e imparruccate se ne staranno con le mani in mano. La loro cara mammina le ha viziate, non sono abituate a fare qualcosa che potrebbe passare per un lavoro... Non c'è altro da fare che cercare subito... cercare subito una nuova moglie... Ma perché il Pastore torna sempre a parlare di questi trent'anni d'amore? Continuamente: "Trent'anni d'amore! Trent'anni d'amore!" - che noia sentirlo sempre ripetere...
Nel suo discorso funebre, il Pastore Dove aveva imbastito alcune modifiche sul tema dei trent'anni di coabitazione e di collaborazione dei Kreek, anni illuminati dallo splendore del vero amore. E lo pronunciò con un trasporto così intenso che non c'era nessuno che potesse dubitarne, nessuno che riuscisse a trattenere le lacrime. Il pianto divenne generale, ora sia i luterani che i protestanti erano in lacrime. E poiché la sostanza non è importante quanto la forma, l'oratore ripeté il ritornello: "Trent'anni d'amore!"
Allo stesso tempo, il signor Kreek ritornò precipitosamente a considerare l'idea di una nuova moglie, la cui ricerca avrebbe dovuto iniziare quasi subito dopo il funerale. Aveva una vasta cerchia di conoscenti in città e nelle vicinanze, nella campagna dove mandava avanti una grande fattoria - gli edifici erano visibili dal cimitero al pari delle torri della città. E in quella cerchia c'erano donne nubili in abbondanza. Con gli occhi della mente, le passò in rassegna una ad una, a volte soffermandosi a lungo su una di loro e accantonandone in fretta un'altra.
Ma all'improvviso questa attività affatto priva d'interesse venne interrotta. Qualcos'altro, qualcosa al di fuori, attirò l'attenzione di Kreek. Il suo sguardo si era fermato per caso sul cielo verso sud-est e qualcosa d'imprevisto gli fa aprire la bocca e inarcare le sopracciglia. Fermo in piedi, accanto al Pastore declamante, solleva il mento e mormora: "Non potreste tagliare corto?"
Ma il Pastore Dove non doveva avere udito né compreso - non prestò alcuna attenzione a questo rimbrotto e proseguì con foga.
Lo sguardo preoccupato di Kreek ora punta verso sud-est. Il pericolo che ha intuito cresce a vista d'occhio. Kreek pazienta ancora per un attimo, poi dà uno strattone alla tonaca dell'oratore e mormora con maggiore insistenza: "Non potreste tagliare corto?"
Forse ora il Pastore Dove ha sentito e compreso. Ma chi può dire alla cascata che ricade naturalmente: "Fermati!" Fu così che dopo pochi minuti, Kreek si trovò costretto a tirare nuovamente la veste clericale del Pastore e a pronunciare il suo rimbrotto a voce più alta.
Solo ora ottenne qualche risultato. Il viso dell'oratore era leggermente girato e il naso annuiva debolmente alla volta di chi aveva interrotto il discorso. Che finalmente prese la piega richiesta e volse al finale.
Seguì la preghiera conclusiva.
Poi il Pastore e i presenti gettarono manciate di terra nella fossa.
All'improvviso il vedovo Kreek, con tono brusco e impaziente, coprì il tonfo delle manciate di soffice terra, ingiungendo ai becchini:
"Ragazzi, riempite la fossa alla svelta. Ho trenta balle di fieno nel campo e il temporale si avvicina!" Già si stava dirigendo verso il cancello del cimitero.

(Per gentile concessione del magazine Estonian Literary Review)



Testo segnalato da: Buràn
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